Consegnato al sindacato il documento sulla legge Finanziaria. Beccari: “Ora va aperta una serrata trattativa”.
San Marino, 12 novembre 2004
E’ arrivato sul tavolo del sindacato la proposta di legge sulla manovra finanziaria 2005. Per il segretario della CDLS, Marco Beccari è il fischio d’inizio di una serrata trattativa con il governo.
“Come sindacato – ha detto Beccari venerdì 12 novembre ai lavoratori riuniti in assemblea al Teatro di Dogana – abbiamo il dovere di esaminare con molta attenzione tutti i capitoli della Legge Finanziaria e quindi, attraverso una serrata trattativa, mettere alla prova il governo sul terreno dell’equità fiscale”.
Intanto il segretario della Confederazione Democratica ha ribadito che non vanno sprecati alcuni segnali di disponibilità annunciati dall’esecutivo sul versante della lotta al carovita. “Mi riferisco all’aumento da 15 milioni di euro a 23 milioni di euro del finanziamento prestito prima casa, all’attivazione di un fondo interbancario sammarinese a tutela dei piccoli risparmiatori, allo sbarramento dello splitting per i redditi più alti e allo stanziamento di 1 milione di euro per interventi straordinari in campo sociale”.
Per Beccari “ il dovere del sindacato è ora quello di incalzare il governo lungo questa strada. E’ quello di metterlo alla prova sul terreno dell’equità fiscale, che per noi è il punto cruciale della trattativa sulla manovra economica. Dobbiamo ad esempio approfondire i capitoli di legge sulla tassazione delle imprese, rivendicando che il preannunciato taglio dell’Igr non sia un provvedimento a pioggia, ma mirato a quelle attività produttive che creano investimenti, occupazione e sviluppo”.
Il numero uno della CDLS è infine tornato sul tema rovente della frontalieritax. “L’introduzione della doppia tassa è un provvedimento che penalizza solo i lavoratori italiani occupati a San Marino, non c’è infatti doppia tassazione in Svizzera, Vaticano, Montecarlo. E penalizza anche l’ economia sammarinese con l’evidente squilibrio contrattuale che si è venuto a creare nel nostro mercato occupazionale. Torneremo dunque presto a Roma per chiedere, già a partire dalla legge Finanziaria in discussione in Parlamento, un trattamento più equo dei redditi da lavoro frontaliero”.