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Cittadinanza: 153 candidati per i primi test di conoscenza storica e istituzionale

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La Repubblica ha dato piena attuazione alla recente riforma sulla naturalizzazione. La scorsa settimana si sono tenute le prime sessioni d’esame volte ad accertare la consapevolezza civica dei futuri cittadini sammarinesi, così come stabilito dalla Legge.

Il nuovo quadro normativo, perfezionato dal Regolamento attuativo di marzo, ha rimosso l’anacronistico obbligo di rinuncia alla cittadinanza d’origine, sostituendolo con criteri che puntano sulla partecipazione consapevole e sul bagaglio culturale. I 153 candidati che oggi hanno varcato le soglie delle aule d’esame, suddivisi in tre turni per garantire l’ordinato svolgimento delle prove, si sono misurati con quesiti che spaziano dalle origini del Santo Fondatore fino all’attuale assetto dei poteri dello Stato.

“La naturalizzazione deve essere intesa quale coronamento di un percorso di appartenenza che richiede la conoscenza profonda delle nostre radici,” ha commentato il Segretario di Stato per gli Affari Interni, Andrea Belluzzi.

Il test, strutturato in 15 domande a risposta multipla, richiede una soglia minima di dieci risposte esatte per il superamento. Un meccanismo che assicura una preparazione solida, pur concedendo la possibilità di ripetere la prova in caso di esito negativo. La validità illimitata dell’attestato, una volta ottenuto, semplifica l’iter per i richiedenti, che dovranno poi allegare il documento alla domanda formale presso gli Uffici di Stato Civile.

Dopo i primi 153, restano circa sessanta pratiche in fase di istruttoria. La macchina amministrativa è pronta: sebbene la prossima sessione ordinaria sia fissata per novembre, la Segreteria ha già previsto la possibilità di anticipare i tempi qualora il volume delle nuove domande dovesse richiederlo.

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