69 anni anni fa la tragedia di Marcinelle: CDLS ricorda le 262 vittime e ribadisce l’impegno per un lavoro sicuro
L’8 agosto 1956 nella miniera belga di Marcinelle morirono 262 giovani di 12 nazionalità. Una tragedia europea anche perché il carbone serviva a risollevare le sorti del Continente. Una tragedia che parla anche di San Marino, popolo di migranti.
Alla fine della seconda guerra mondiale l’economia europea era in affanno per scarsità di materie prime energetiche. Il Belgio era ricco di carbone ma non di manodopera disposta a scendere nelle miniere.
Per trovare la forza lavoro il governo belga aprì una grande campagna promozionale che sfociò nell’accordo italo-belga del 1946. Accordo che assicurava all’Italia un’importante fornitura di carbone, proporzionale al numero di minatori inviati. Dopo 5 anni anche la Repubblica di San Marino permetterà ai sammarinesi di andare in miniera.
La memoria di quanto accadde 69 anni fa e delle 262 vittime, di cui 136 minatori italiani, impone una azione costante sulla sicurezza, sulla tutela dei diritti dei lavoratori e sul valore della dignità umana.
Temi ancora di stretta attualità con la lunga scia di vittime sul lavoro che avvengono quotidianamente in Italia e nel mondo.
Il ricordo di quella catastrofe è un forte richiamo alla responsabilità collettiva: le istituzioni, le organizzazioni dei lavoratori, le imprese, la società civile devono operare a stretto contatto per garantire ambienti di lavoro sicuri, equi e rispettosi della persona.
La tragedia di Marcinelle è una storia che ci appartiene e parla anche di noi sammarinesi popolo di migranti. Una storia che mette al centro il lavoro e il dovere di difendere sempre e ovunque la sua dignità.