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50 posti da salvare

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Nuova manifestazione dei lavoratori del Calzaturificio Titan. Il sindacato chiede la rioccupazione.

San Marino, 18 ottobre 2005

Nuova manifestazione dei dipendenti del Calzaturificio Titan. La protesta nel pomeriggio di lunedì 17 ottobre davanti alla Segretaria di Stato al Lavoro, dove si è svolto un incontro tra sindacati, azienda e governo.

In discussione il futuro occupazionale di oltre 50 lavoratori, circa la metà donne. La Federazione Lavoratori Industria ha chiesto l’avvio delle pratiche per la mobilità e la Cassa integrazione, sottolineando però che l’obiettivo principale è la rioccupazione di tutti i lavoratori licenziati. “A partire da ricollocazioni mirate nell’ambito di imprese che sono alla ricerca di personale e di quelle che stanno utilizzando il lavoro interinale per il periodo massimo previsto dal contratto di lavoro”.

Ma a preoccupare il sindacato non c’è solo la chiusura del Calzaturificio Titan. Anche sui dieci licenziamenti alla Data Print Grafick di Faetano è stato chiesto un incontro con il governo.

“Al di là della crisi economica – obietta il segretario industria della CDLS, Giorgio Felici – siamo di fronte a chiusure di società e a riduzioni di personale difficilmente giustificabili. La liquidazione del Calzaturificio Titan resta un enigma soprattutto in considerazione degli alti fatturati, anche recenti, di un’azienda che opera in questo paese da oltre vent’anni. Così come la drastica riduzione di personale alla Data Print Grafick non ci convince, anzi alimenta il solito interrogativo: perché dopo anni di esenzioni fiscali ci sono aziende che al posto di investire tagliano il personale?”.

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