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15′ CONGRESSO ETUC A BERLINO ALL’INSEGNA DEI GRANDI CAMBIAMENTI E CON UN DECISO NO ALL’AUSTERITA’ 2.0

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Berlino, 24 maggio 2023 Si possono avvertire i forti cambiamenti che attraversano il 15′ Congresso dei Sindacati Europei di Berlino, che sancisce anche i 50 anni dalla nascita dell’ETUC/CES, iniziato ieri mattina all’insegna di un vivace e partecipato dibattito. A questo importante evento sindacale europeo partecipa anche la CDLS con una delegazione composta dal vice segretario generale Gianluigi Giardinieri e dalla funzionaria della Federazione Servizi Francesca Guiducci.

Francesca Guiducci, componente del Gruppo Donne della CDLS “sottolinea che gia dal 15° Congresso è stata raggiunta la piena ed effettiva parità tra generi con la presenza paritaria dei delegati, 248 donne e 244 uomini. Ma il futuro del movimento sindacale europeo è sempre piu in mano ai giovani grazie al voto plebiscitario del 23 maggio sulla quota giovanile che, d’ora in poi, assicurerà che il 25% dei delegati al Congresso sarà sotto i 35 anni. Al Congresso del 50′ Anniversario ETUC sono presenti ben 79 delegati under 35. Un forte segnale per il futuro del lavoro oltre che del movimento sindacale”.

Se il cambiamento significa ‘imparare dagli errori del passato’, come ha detto ieri alla platea del Congresso il cancelliere tedesco Olaf Scholz – puntualizza Gianluigi Giardinieri – non sembra che questo autorevole invito si traduca nei fatti, soprattutto quando si tratta delle regole economiche dell’UE. È stata diffusa ieri una nuova ricerca ETUC: in base a questo documento gli Stati membri dell’UE dovranno tagliare un minimo di 45 miliardi di euro dai loro bilanci in base alle norme UE sul debito che entreranno in vigore il prossimo gennaio.

Una cifra gigantesca che sarebbe sufficiente per finanziare oltre un milione di infermieri, insegnanti o altri operatori dei servizi pubblici EU. Fortunatamente, c’è ancora tempo per cambiare le regole comunitarie, per decidere le iniziative e definire le proposte, i sindacati europei si confronteranno su un’economia che non sia incentrata sui tagli indiscriminati e su ottuse politiche di pareggio di bilancio,  ma su investimenti e proposte per il benessere delle persone e per salvaguardare il nostro pianeta: è per cambiare la prospettiva economico-sociale dell’UE che nasce l’iniziativa ‘Stop Austerity 2.0’ “.

Continua Giardinieri “Nel 2011, sulla scia della crisi del capitalismo speculativo, era iniziata la crisi dell’euro. Per salvare la zona Euro, i governi, l’UE e l’FMI ebbero una sola ricetta: austerità, tagli ai salari e ai benefici, l’emarginazione dei sindacati e del dialogo sociale. L’ETUC si oppose fortemente a queste politiche restrittive, prevedendo che le stesse riporterebbero l’Europa nella recessione e nella disoccupazione: cosi accadde! Dieci anni dopo, durante la crisi causata dalla pandemia di Covid-19, i governi e l’UE hanno riscoperto il ruolo essenziale delle parti sociali, l’importanza degli investimenti, il mantenimento dei lavoratori nelle politiche di occupazione e di stimolo, la maggiore elasticità delle stringenti regole di bilancio. Con dieci anni di ritardo sono state riconosciute ed applicate le valide argomentazioni macroeconomiche dell’ETUC contro l’austerità ed i tagli allo stato sociale.”

Nel suo intervento al Congresso di Berlino, il segretario generale dell’ETUC Esther Lynch ha sottolineato: “Un ritorno all’austerità nell’anno prossimo significherebbe più povertà, meno posti di lavoro, salari più bassi e servizi pubblici sottofinanziati, sarebbe di fatto impedito l’accesso di larghe fasce di popolazione all’assistenza sanitaria e all’istruzione. Il ritorno a politiche di austerity significherebbe di fatto che la maggior parte degli Stati membri dovrebbe fare tagli ai bilanci proprio nel momento in cui l’UE chiede loro di aumentare gli investimenti per lo sviluppo, la giustizia sociale e nella lotta contro il cambiamento climatico. E sarebbe un dono ai movimenti e partiti sovranisti, soprattutto alla vigilia delle elezioni europee.

Una riforma delle norme economiche dell’UE è da tempo attesa, ma deve essere definita in modo sostenibile ed equilibrato, dimostrando che l’UE ha imparato dai fallimenti passati e, soprattutto, dai positivi risultati evidenziati da quando il patto di stabilità e crescita è stato sospeso nel 2019″.

Ma il 15′ Congresso dell’ETUC è anche all’insegna della solidarietà internazionale, precisa la funzionaria della Federazione servizi CDLS Francesca Guiducci, “uno dei momenti più memorabili e toccanti è stata la standing ovation che ha sottolineato gli interventi concreti dei sindacati europei a favore della popolazione in Ucraina. Come ha detto ieri la esponente della DGB Yasmin Fahimi, la vera solidarietà richiede un’azione. È stato importante vedere il video che mostra la solidarietà che i sindacati hanno dimostrato alle nostre sorelle e fratelli in Ucraina, che ha incluso consegne di generi di prima necessità, medicine e vestiti ai bambini ed agli anziani, aiuti medici ed economici. Inoltre il 15′ Congresso ETUC ha sancito, con un lunghissimo applauso,  l’ingresso a pieno titolo dei sindacati ucraini nella famiglia sindacale europea.”

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