Industria e PA, doppia svolta contrattuale

bandiere-cdls.jpgSAN MARINO 10 AGOSTO 2012 – Referendum contrattuale nelle fabbriche e chiusura del processo di stabilizzazione dei precari pubblici. E’ già pronta l’agenda sindacale per il dopo Ferragosto. Agenda dettata dalla doppia svolta contrattuale che interessa gli 8mila lavoratori dell’industria e i 4mila dell’Amministrazione Pubblica.

 

 

“Contratto Industria, una scelta di forte responsabilità che ridà fiducia e prospettiva all’intero sistema San Marino.” Così il Consiglio Confederale della CDLS ha commentato l’accordo raggiunto a fine luglio con l’Associazione Industriali. Accordo che sui basa su due punti principali: l’aumento salariale del 6,5% nel triennio 2012 - 2014 e la possibilità per le aziende di rimodulare gli orari di lavoro fino a 39 ore, con una ulteriore maggiorazione degli stipendi del 4%.

Nello specifico, gli aumenti retributivi sono pari al 3% per il 2012, al 2% per il 2013 e all’1,5% per il 2014. Alla fine del 2014  scatterà inoltre  una  verifica dell’inflazione e l’eventuale recupero  fino ad un massimo del 3% annuo.

 

Il falso problema delle 39 ore.“La settimana lavorativa resta di 37,5 ore - hanno  messo in chiaro nei giorni scorsi i segretari della Federazione Industria, Enzo Merlini e Giorgio Felici - Le 39 ore  sono una scelta facoltativa e corrispondono alle  68 ore di straordinario già in vigore da anni. Opzione tra l’altro  possibile solo nel caso l’azienda non abbia esuberi di personale”.

 

Argomenti che a settembre  saranno al centro di un referendum in tutti i luoghi di lavoro. “L’ultima parola spetta agli 8 mila dipendenti del settore industriale”, hanno sottolineato i segretari della FLI-CSU. “ Una importante scelta di democrazia che rispetteremo fino in fondo, confidando nella maturità e nella consapevolezza di chi quotidianamente  sta affrontando nelle fabbriche la durezza della crisi”.

 

Al lavoro per chiudere la partita dei precari pubblici. Il via libera di inizio agosto alla stabilizzazione dei precari scuola, è stata solo la prima tappa di un processo che interessa circa 300 dipendenti. L’intenzione, hanno fatto sapere le Federazioni Pubblico Impiego di CDLS e CsdL, “è quella di definire in tempi stretti il percorso di stabilizzazione che interessa i lavoratori precari di tutti gli altri settori dell’Amministrazione Pubblica”. Nelle prossime settimane, insomma, si profila un intenso lavoro  per valutare tutti i requisiti dei singoli dipendenti, vagliare le posizioni e procedere con l'inserimento negli organici in pianta stabile. Il criterio previsto dall’accordo con il Governo è quello dell’anzianità di servizio:  5 anni per gli amministrativi; 7 anni per la scuola. 3 anni per infermieri e polizia civile. L’accordo vale anche per i precari con 5 anni di servizio con contratto privatistico



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