Rimini: contratto solidarietà all'Scm

La crisi continua a mordere e così all’Scm, dopo la cassa integrazione degli ultimi anni, via da settembre alla solidarietà, che potrà coinvolgere fino al 50% dei 1.169 dipendenti. E’ questo infatti l’esito dell’accordo, di durata annuale, firmato lunedì a Bologna da Regione – era presente l’assessore alle Attività Produttive Gian Carlo Muzzarelli - proprietà, Confindustria riminese, organizzazioni sindacali (Fiom, Fim e Uilm) e Rsu aziendali. Un’intesa che consentirà ancora una volta, esattamente come successo un anno fa col faticoso accordo raggiunto tra le parti in autunno e in scadenza proprio ai primi di settembre, di salvare almeno temporaneamente dal licenziamento quella quarantina di lavoratori dichiarati in esubero e in cassa integrazione a 0 ore da ottobre. “Per questo non possiamo che dirci soddisfatti – sottolinea Europeo Gabrielli, segretario generale della Fiom Cgil- L’Scm ha accolto la nostra richiesta di ritirare i licenziamenti, facendo quindi di nuovo ricorso agli ammortizzatori sociali. Certo, il fatto che i 45 lavoratori non rientranti più nei piani dell’azienda siano nel frattempo scesi a 33 – 12 infatti sono riusciti a ricollocarsi e se ne sono andati di propria volontà - ha indubbiamente favorito il buon esito della trattativa. Di questi 17 sono operai e 16 impiegati. Per questi ultimi, ma solo per loro, la strada trovata, vista la specificità della mansione, è stata però quella della Cig straordinaria in deroga, valida fino al 31 dicembre. A ottobre, quando ci rincontreremo di nuovo a Bologna con azienda e Regione per fare il punto della situazione, contiamo comunque di ottenere una proroga per il prossimo anno”.

Per tutti gli altri lavoratori che subiranno una riduzione di ore – quelli coinvolti potranno essere al massimo 600, ovvero la metà dei 1.169 dipendenti (86 sono impiegati allo stabilimento Corporate, 362 in quello di Rimini, 328, 176 e 217 rispettivamente alla Industrial, alla Premium e alla Components di Villa Verucchio) e per nessuno comunque il “taglio” supererà il 50% del monte-ore complessivo - lo strumento prescelto sarà dunque quello del contratto di solidarietà, preferito dai sindacati rispetto alla Cig perchè ridistribuisce di più e meglio il lavoro tra i dipendenti e garantisce una maggiore integrazione salariale. “La speranza è ovviamente che nel 2013 – conclude Gabrielli - arrivi finalmente la ripresa. Al momento però la situazione dell’Scm (e con lei di tutto il settore metalmeccanico) resta preoccupante: gli ordini e il fatturato sono in pesante calo e per il terzo anno consecutivo l’azienda chiuderà in perdita”. A confidare nel nuovo anno anche il segretario generale della Uil di Rimini Giuseppina Morolli: “Dal prossimo autunno infatti non c’è da aspettarsi niente di buono. Anzi, probabilmente la crisi raggiungerà il suo apice, con nuove aziende, del metalmeccanico ma non solo, costrette a chiudere, altri lavoratori che perderanno il posto e un aumento più in generale del ricorso agli ammortizzatori sociali”.

nqrimini



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