Turismo: la crisi non risparmia la Riviera

Azzoppati dalla crisi, strapazzati dall’Imu e squassati dal terremoto. «Una situazione così non la si vedeva dai tempi della mucillagine». Avanti, c’è posto in hotel. E, salvo i week end, pure in spiaggia. Gli albergatori fanno i conti e parte una smorfia: giugno nero. Qualcuno spara cifre e le percentuali sono da lacrime e sangue. E comunque tutti fanno gli scongiuri. Sperano che il rituale degli eventi, a cominciare dalla nuova abbuffata di sardoni tutta riminese fino all’universale Notte Rosa, rimetta in riga una stagione partita male. Quanto? «Su giugno siamo ben lontani dalle cifre dello scorso anno. E a luglio stimiamo che il calo possa andare oltre il 10%, anche fino al 18%. Agosto? Mah, è tutta da vedere», dice Bruno Bianchini, presidente dell’Aia di Riccione, che lunedì sera ha ascoltato il grido di paura di decine di colleghi della Perla. Unica consolazione: l’annata storta pare sia una questione di congiuntura e non strutturale. Una stagione che “traballa” sotto l’onda lunga del sisma e della fobia alimentata da cattiva informazione e sciacallaggi vari. «Che la crisi avrebbe dato problemi era chiaro ma la botta per noi non sarebbe stata così grande se non fosse stato per il terremoto. E le responsabilità sono anche di chi, istituzioni in testa se si esclude qualche lettera di protesta, non si è alzato per urlare che qui andava tutto bene. Ancora oggi gli hotel continuano a ricevere telefonate per sapere se ci sono stati danni...».

A Rimini Patrizia Rinaldis conferma pur con una dose di ottimismo che altri colleghi non hanno. «Ci è venuta a mancare il bacino di una intera zona, l’Emilia, specie nei week end. Il momento è quello che è, inutile nascondersi. Ma ora cerchiamo di lavorare al massimo e facciamo i conti più avanti. Rimbocchiamoci le maniche e speriamo». E a sperare è pure Maurizio Cecchini, presidente dell’Aia di Cattolica. «I numeri di giugno che ho visto sono preoccupanti e preferisco non darli. Contiamo su luglio e agosto sperando che ci sia almeno un investimento “una tantum” da parte delle istituzioni per tentare un rilancio sui mercati internazionali e su quello italiano». Investire sulla promozione, insomma. Proprio quella che, secondo il presidente degli albergatori bellariesi, Alessandro Giorgetti, è stata destabilizzata dal sisma in Emilia. «La nostra immagine ha subito un colpo durissimo con il terremoto proprio mentre si stavano lanciando le campagne mediatiche per l’estate.

A giugno il bilancio è negativo. Ma il punto non è neppure questo: perdere il 30 o il 40% in questo meso può corrispondere anche “solo” a un meno 4% sull’intera stagione. Il fatto è che la vedo grigia anche da luglio in avanti». Intanto, ecco l’ancora degli eventi. «Per la Notte Rosa sono sicuro che ci sarà il tutto esaurito», dice l’assessore provinciale al Turismo, Fabio Galli. Mentre la pagina Facebook ha già superato i 50mila “amici” il coordinatore dell’Unione di prodotto costa, Antonio Carasso, assicura che l’andamento delle prenotazioni per il week end è di «assoluto livello» (l’anno scorso le presenze furono 420mila). Ma una volta archiviato il capodanno dell’estate toccherà guardare al futuro. «L’inverno avrà problematiche inesplorate», riflette Bruno Bianchini. «Visto come sta andando penso che non ci siano più gli utili necessari perché il “sistema economico Riviera” possa stare in piedi. Qualcuno rischia di tornare alle condizioni del primo dopoguerra».

corriere romagna



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