Provincia di Rimini: edilizia al collasso

Edilizia quasi al collasso. L'analisi congiunturale dell'Ance evidenzia un forte calo degli appalti pubblici e privati nel secondo semestre 2011 che, nelle previsioni, si estenderà anche al primo semestre di quest'anno. Stabile l'occupazione rispetto al 2010 ma solo grazie ai cantieri dell'A14 che occupano 480 lavoratori; i posti persi tra 2007 e 2011 sono ben 1500. In calo anche le imprese operanti: da 678 a 655.

Quali le cause del tracrollo? L'Ance prova a metterle in fila partendo dalla stretta creditizia che si è abbattuta su imprese e cittadini con cali consistenti dei mutui anche per l'acquisto della casa (- 28% in provincia nell'ultimo trimestre 2011). Lo scorso anno il mercato immobiliare riminese ha subito una contrazione del 3,6% e a preoccupare i costruttori è l'accanimento nel tassare il bene casa. A chi parla di bolla immobiliare, l'Ance risponde ricordando la diminuzione dei permessi a costruire (passati in regione dai 34mila del 2005 ai 10mila del 2010) a fronte dell'aumento della popolazione. E “i 17mila appartamenti sfitti del comune di Rimini – precisano poi i costruttori – non sono sul mercato ma nella disponibilità dei proprietari”. Altre difficoltà, i mancati pagamenti delle pubbliche amministrazioni e il calo degli appalti pubblici: 113 quelli aggiudicati nel 2011 per un importo di 38milioni rispetto agli 84 del 2010. La concorrenza anche da fuori regione ha assottigliato poi il margine di guadagno “costringendo – scrive l'Ance – anche a lavori in perdita.” Altro capitolo la burocrazia, con iter lunghi e ingessati, e gli strumenti urbanistici: l'adozione affrettata del Psc del comune di Rimini, secondo i costruttori, ha bloccato l'attività sommando le nuove norme a quelle del vecchio piano regolatore. E per uscire dalla crisi? L'Ance auspica il silenzio assenso per l'approvazione dei piani particolareggiati, la rigenerazione del tessuto edilizio anche in funzione della sicurezza sismica, la dilazione fino a 12 mesi degli oneri e una loro diminuzione. Tutte questioni, evidenziano i costruttori tendendo la mano ai comuni, che si possono risolvere solo lavorando insieme.

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