Yacht in avaria, paura in mare a Rimini

TRAVERSATA da incubo per una comitiva di riminesi che avevano scelto di trascorrere un piacevole week end in Croazia, raggiunta su un potente motoscafo Galeon 440, di oltre 13 metri, il Why Not, della società di charter sammarinese Major Yacht.

In balia delle onde per diverse ore per un guasto ai motori a 35-40 miglia dalla costa, vari passeggeri hanno sofferto un devastante mal di mare. In particolare una delle due donne ha accusato anche «forti dolori al petto e al braccio», possibili sintomi d’infarto, forse un malore causato dalla paura. Il comandante, lo skipper toscano 50enne Massimo Pelucco, visto che il guasto ai motori non appariva riparabile, verso le 16,30 ha lanciato un Sos via radio. Sono arrivati i soccorsi in meno di 4 ore: alle 19,50 era sul posto la motovedetta CP 842 della Capitaneria di Rimini.

I militari hanno trasbordato 5 passeggeri. Il comandante, toscano originario di Orbetello (di fronte all’isola del Giglio dov’è naufragata la Concordia) si è rifiutato di abbandonare il Why Not, restando in attesa di un rimorchiatore, giunto sul posto dopo mezzanotte. Entrambi gli yacht erano in porto a Rimini all’alba di lunedì, alle 5,45. Paura per i passeggeri soccorsi dalla Capitaneria: poiché durante il viaggio le condizioni della donna sembravano aggravarsi, un’altra motovedetta, la CP 612, è partita da Rimini con medico del 118 a bordo, dirigendosi verso la CP 842, raggiunta alle 21.

Dopo 20 minuti entrambe le unità erano in porto. La donna è stata soccorsa anche dal personale del 118 sulla banchina. E’ stata ricoverata «in via precauzionale» all’ospedale. Nel viaggio di ritorno, iniziato alle 12,30 di domenica da Lussino con rotta su Rimini, entrambi i potenti motori dell’imbarcazione, da 500 cavalli l’uno, sono andati in avaria, forse per un problema all’elettronica. Da metà pomeriggio il motoscafo è rimasto in balia di vento e onde. Fastidiosissime e pericolose per il rischio di intraversamento della barca soprattutto queste ultime, residuo di mare morto, dopo la potente libecciata che aveva spazzato l’Adriatico nelle ore precedenti. Dopo Schettino, un comandante che non abbandona nave ed equipaggio fa notizia... «Non ho fatto niente di eccezionale — racconta Pelucco —: solo quello che dovevo fare. Quando ho visto che il guasto, causato da una serie di coincidenze, non si riparava, ho chiesto soccorso, cercando di tranquillizzare tutti».

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