Emilia; 2miliardi di danni alle imprese
La paura per l’ennesima delle mille scosse degli ultimi 11 giorni, ieri sera poco dopo le 9 quando un’onda sismica di magnitudo 4.2 della scala Richter si è abbattuta sul Modenese. Intensa anche quella delle 16,58, con magnitudo 4.0. Non si smette di tremare e alla paura si aggiunge il dolore per le 17 vittime, la rabbia per quelle inghiottite dai capannoni che si sono rivelati castelli di carte, ma anche la solidarietà della gente comune e dello Stato: il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, visiterà le zone ferite il 7 giugno.
È tra sentimenti tanto distanti che si contano i danni. Che sono tanti. Due miliardi di euro solo per le attività produttive. Nel dettaglio: 900 milioni di euro nel distretto biomedicale - secondo al mondo solo a Los Angeles - 500 nella meccanica, 100 nel tessile e altri 500 nell’agroalimentare (aceto balsamico in testa). E il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri precisa che si «tratta solo di una prima stima, che sarà verificata e alla quale vanno aggiunti anche i costi per gli altri danni».
La preoccupazione sul fronte economico resta alta. Secondo una prima mappatura di Confindustria Modena, sarebbero 500 le aziende danneggiate dal sisma di martedì per 12-13 mila posti di lavoro a rischio in un territorio che produce 1% del Pil italiano. Intanto oggi pomeriggio, a Medolla, ci sarà un incontro tra gli imprenditori colpiti dal terremoto, i vertici associativi e Demetrio Egidi, direttore dell’Agenzia regionale della Protezione civile. Si farà il punto della situazione e si cercherà una via d’uscita veloce all’iter delle autorizzazioni e dei controlli nei capannoni, dopo le polemiche per le ordinanze dei sindaci locali che hanno trasformato in zona rossa anche le aree industriali. Prima di rientrare, anche solo nei piazzali, serve un sopralluogo certificato dei tecnici, tassativo. Un provvedimento che ha fatto storcere la bocca a qualche industriale desideroso di riprendere subito la produzione.
Ai capannoni dove hanno perso la vita 6 operai, 4 imprenditori, 1 ingegnere addetto al collaudo e 1 donna che camminava vicino a un magazzino, sono interessati anche i magistrati. Il procuratore capo di Modena, Vito Zincani: «Analizzeremo a fondo i documenti e le autorizzazioni delle fabbriche dove hanno perso la vita i lavoratori. Abbiamo inoltre predisposto, solo per loro, l’autopsia per accertamenti legali necessari». E se la Cgil lancia l’allarme per gli oltre 100 mila pensionati oppressi dal disagio post terremoto, il ministro all’Ambiente Corrado Clini pone l’accento sull’esigenza di un piano di sicurezza del suolo. «Un piano che duri almeno 15 anni - afferma si tratta di una priorità, una grande infrastruttura per il nostro Paese, e l’evento sismico di questi giorni ne ha richiamato la necessità». Secondo il ministro, il piano potrebbe essere sostenuto «sia con risorse pubbliche che con investimenti privati agevolati». Il presidente della Regione Vasco Errani, che il consiglio dei ministri ha nominato commissario per la ricostruzione, punta invece «a rimanere il più possibile lontani dal concetto di “straordinarietà”, per dimostrare che qui le istituzioni sono solide e funzionano». E il premier assicura: «Non vi lasceremo soli».
Al panico per il terremoto si aggiunge poi quello per gli sciacalli in agguato. Molti s’interrogano su voci infondate, ma che alimentano psicosi collettive su un nuovo, imminente, distruttivo evento sismico. Messe in giro ad arte, è il timore delle forze dell’ordine che hanno arrestato quattro ladri-sciacalli, da qualcuno con intenti criminali: la gente impaurita è più facile da derubare. La Procura di Bologna ha disposto accertamenti.
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