Raggiro da 15milioni ai danni del patron Karnak

Dai 13 ai 5 milioni di euro pur di far parte di un ordine cavalleresco, una setta segreta, un’élite di potere per incidere sulle sorti degli altri. Per tutto questo Marco Bianchini avrebbe versato denaro. Fiumi di denaro per far parte della cerchia del “caro padre”, per sentirsi membro accettato e stimato. Peccato per lui che fosse tutta una truffa escogitata da Riccardo Ricciardi, il romano- napoletano accolto alla “corte” sammarinese della Karnak da Marco Bianchini. Che si sia trattato di una montatura colossale, come Totò che cercava di vendere la Fontana di Trevi, gli investigatori della Guardia di Finanza l’hanno verificato, andando a Roma alla sede dell’ordine che, lo stesso Ricciardi in interrogatorio, aveva indicato.

L’ordine esiste, è quello dei Cavalieri di Malta, conosciuto e per nulla segreto, ma lì di Ricciardi, Bianchini e company non hanno mai sentito parlare. Anche la sceneggiata che Ricciardi, con l’aiuto di un attore, aveva organizzato di sera alla sede della Karnak per far credere a Bianchini di aver partecipato ad un vero rito di iniziazione, con tanto di gran maestro incappucciato, è stata una burla. Che Ricciardi ha continuato a tenere in piedi anche davanti ai magistrati ai quali, messo alle strette, avrebbe fornito i nominativi di adepti dell’Ordine di Malta, già defunti da tempo e che i sammarinesi non avrebbero mai e poi mai potuto incontrare. Insomma, dopo il dossier della “Repubblica on line”, emergono nuovi particolari dell’inchiesta “Criminal Minds”. Si scopre così che gli inquirenti hanno appurato che anche il direttore commerciale di Karnak, Giovanni Pierani, faceva parte dell’ordine inventato da Ricciardi. Quanto inconsapevolmente ancora non è chiaro.

Ma se la setta era tutta una truffa, sulle tangenti che da questa sarebbero passate per uomini influenti che potevano servire alla causa, c’è ancora un grosso punto interrogativo. Le indagini, infatti, sono arrivate alla fine ma solo per quanto riguarda alcuni capi di imputazione: per la corruzione e per nuovi episodi di estorsione ai danni di ex dipendenti Karnak si continua a scavare. La Procura di Rimini, che ha sequestrato la lista di decreti ingiuntivi per forniture Karnak non pagate in casa di Ricciardi, vuole vederci chiaro anche su questo. Bianchini infatti avrebbe dichiarato che si tratta di insoluti. I debitori sono Rai, consiglio dei ministri, corte dei conti e tanti altri enti statali italiani, ma tra questi ve ne sarebbero alcuni contraffatti sempre da Ricciardi, in casa del quale gli investigatori hanno trovato una ventina di timbri della pa italiana. Ma se quei soldi la Karnak doveva averli, perché i decreti ingiuntivi, titoli buoni in parte ed esigibili, li aveva Ricciardi? Perché doveva esser lui a recuperare i crediti? Su questo Bianchini non ha dato sufficienti risposte, così come resta oscura l’attività di Pierani su Roma dove girava con parecchi soldi in contanti. A causa delle molte domande ancora senza risposta, di interrogatori non esattamente soddisfacenti per il sostituto procuratore, Luca Bertuzzi, la Procura ha fatto appello contro la decisione del gip di revocare i domiciliari per Bianchini.
adm

NQRimini



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