Vaticano: silurato presidente dello Ior

«Sono dibattuto tra l'ansia di spiegare la verità e il non voler turbare il Santo Padre». Il presidente dello Ior Ettore Gotti Tedeschi commenta così, con l' Ansa, la drammatica rottura con il Consiglio di Sovrintendenza della Banca Vaticana, il board dei laici, che giovedì lo ha sfiducia all' unanimità. «Il mio amore per il Papa - ha aggiunto - prevale anche sulla difesa della mia reputazione vilmente messa in discussione». Fu proprio Benedetto XVI a chiamare il banchiere ed economista al vertice dell'Istituto per le Opere religiose nel 2009. Il contrasto di Gotti Tedeschi con il Consiglio è maturato sull'applicazione della legge sulla trasparenza e l'antiriciclaggio e lo scandalo del San Raffaele. LA

«WHITE LIST» E LA ROTTURA CON BERTONE - «Pago la difesa della legge antiriciclaggio e la vicenda del San Raffaele» si era confidato giovedì sera dopo la drammatica rottura Gotti Tedeschi, consulente del Papa per l'Enciclica «Caritas in Veritate» ed editorialista dell' Osservatore Romano. Il deteriorarsi dei rapporti con il cardinale Tarcisio Bertone, presidente della Commissione di Vigilanza dello Ior, è stato attribuito alle diverse vedute, e ai tortuosi passaggi, dell'applicazione delle norme antiriciclaggio con le quali il Vaticano aspira, nelle prossime settimane, a entrare nella «White List» dei Paesi virtuosi.

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