Forlì: cambi di resdienza per paura Imu

D'ora in poi cambiare residenza sarà rapido e indolore. Due settimane fa è entrato in vigore il decreto legge che avvia una nuova procedura per richiedere il certificato di residenza. Il decreto è arrivato quasi a braccetto con la nuova legge sulla tassa immobiliare Imu. E a un certo punto gli uffici dell’anagrafe si sono accorti di uno strano incremento delle richieste dei cambi di residenza. "Negli ultimi due mesi - afferma Noemi Masotti, responsabile dell’Anagrafe di Forlì - c’è stato un aumento delle richieste pari al 30%. Sicuramente è una coincidenza, anche perché non abbiamo ancora studiato nei dettagli la legge sull’Imu e non vorrei che ci fosse una cattiva informazione".

Una volta all’anagrafe si registravano i membri della famiglia, costituiti da moglie, marito e figli. "Adesso le cose cambieranno - prosegue Masotti - perché è possibile che la legge sull’Imu venga applicata considerando il nucleo familiare, non più lo stato anagrafico. Il nucleo, a meno che i due coniugi non siano separati legalmente, determina l’unione del marito e della moglie sotto uno stesso stato familiare. Quindi non importa se loro hanno la residenza in due diverse città italiane. D’ora in poi entrambi i coniugi rappresenteranno un nucleo familiare". A fronte di questa nuova procedura, molti proprietari di appartamenti forlivesi hanno cercato di cambiare residenza per avere qualche agevolazione fiscale. "Non sarà più facile come prima - spiega la Masotti - d’ora in poi la legge sul cambio di residenza in tempo reale porterà maggiori controlli da parte degli ufficiali giudiziari e della finanza".

Ma perché è stata fatta questa legge sulla residenza? "Per snellire l’iter delle richieste - spiega la responsabile dell’ufficio anagrafe forlivese - entro due giorni dalla domanda il cittadino può ottenere il certificato e lo stato di famiglia. In questo modo può accedere subito ai diritti della pubblica amministrazione. Con questo decreto però è l’accertamento dei vigili che determina la chiusura o meno della pratica. Passati i quarantacinque giorni dalla richiesta, la pratica viene chiusa, ma i vigili sono sempre autorizzati a fare accertamenti. Se il cittadino per qualche motivo non viene trovato nel luogo di residenza, il vigile può riservarsi il diritto di annullare la pratica di cambio di residenza e segnalare il cittadino per falsa dichiarazione alla pubblica sicurezza. A questo punto noi dell’anagrafe dobbiamo annullare la pratica e il cittadino decade dai benefici derivanti dal cambio di residenza. Questa legge è stata fatta principalmente per imprimere maggiore senso di responsabilità al cittadino, ma provoca di conseguenza un grosso sforzo per noi impiegati degli uffici anagrafici. All’inizio dobbiamo produrre in soli due giorni il certificato. Se poi gli ufficiali giudiziari si rendono conto che un certo cittadino ha dichiarato il falso, dobbiamo annullare tutto l’iter. È un doppio lavoro per noi, in ogni caso".



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