Insegnati precarie annunciano presidio sul Pianello

”Ogni Paese che guarda al futuro deve investire nella scuola “. Investire nella scuola significa investire in risorse umane. Le insegnanti precarie della Scuola dell’Infanzia a un anno di distanza dalla mobilitazione e conseguente riapertura della trattativa governo-sindacato per la stabilizzazione sono ancora in attesa di risultati concreti. All’inizio dell’anno Scolastico si pensava che oltre all’opinione pubblica, (vedi raccolta firme dei genitori pro stabilizzazione) anche il governo avesse capito la gravità in cui versa il precariato storico a causa delle disparità giuridiche ed economiche.

La lungimiranza che avevamo chiesto al nostro Stato al fine di avere uguali diritti fra cittadini che svolgono lo stesso lavoro, a tutt’oggi nei fatti non si è ancora realizzata.
Siamo arrivati in prossimità della chiusura anche di questo anno scolastico, ancora nelle stesse condizioni. Vorremmo puntualizzare che la stabilizzazione dei precari non andrà ad aggravare la situazione economica del paese con nuove assunzioni, ma servirà a regolarizzare incarichi che vengono assegnati e revocati ogni anno.
Quello che chiediamo sono uguali diritti per lavoratori che percepiscono già da molti anni uno stipendio dallo Stato e svolgono le stesse mansioni dei loro colleghi, i quali dallo scorso anno, hanno subito una decurtazione del 10% dall’indennità, al fine di creare un fondo da destinare all’assunzione di noi precari.
Nel caso in cui l’incontro previsto per il 17 maggio tra la delegazione di governo ed il sindacato non abbia esito per noi soddisfacente, è nostra intenzione mobilitarci attraverso un presidio continuo in Piazza della Libertà davanti a Palazzo Pubblico fino a quando non verranno soddisfatti i nostri diritti.

comunicato stampa



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