Tribuna: buste paga più leggere di mille euro

Il cinquepercento. Secondo le stime della Confederazione Democratica dei Lavoratori Sammarinesi, i dipendenti dopo quattro anni di blocco delle retribuzioni hanno perso una parte consistente della loro capacità di acquisto. Su base annua la perdita media è di circa 1.000/1.500 euro. Un’enormità se raffrontata alla già scarsa capacità di spesa che offre il salario di un operaio o di un impegato semplice.

Marco Tura la definisce ‘una tassa occulta’ fatta pagare ai dipendenti e per questo la richiesta di un referendum ‘Salva stipendi’ trova motivazioni sociali significative. Ma l’azione del sindacato democratico che, lo ricordiamo, si è trovato da solo nel condurre questa battaglia, vuole prima di tutto ottenere un obiettivo, quello di costringere le controparti (governo e imprenditori) a confrontarsi sul terreno del rinnovo dei contratti. La staffilata per la Csdl guidata da Giuliano Tamagnini, è diplomatica, ma potente: nessuna volontà di legare gli aumenti ad automatismi che renderebbero superflua l’azione sindacale. Anzi. Il referendum proposto è organizzato in modo intelligente infatti non intende ripristinare la vecchia scala mobile, ma solo tutelare il potere d’acquisto della busta paga nei frangenti in cui la contrattazione sindacale non riesce ad ottenere risposte.

“Non si possono lasciare i lavoratori in questo stato per anni!” – afferma il Segretario Generale della Cdls – a soffrirne non sono solo le famiglie, ma l’intera economia”. In effetti si stima un calo dei consumi per le famiglie sammarinesi pari ad almeno il 10% e sono sopratutto i settori primari quali quello alimentare, sanitario e dell’istruzione, a subire il calo più significativo. Secondo i calcoli fatti dai gestori dei supermercati più importanti, a San Marino la riduzione della spesa in generi alimentari è pari a circa l’8%. Ciò non comporta una riduzione del valore proteico, ma la sostituzione dei prodotti di marca con quelli di minor costo, fino al punto di acquistare la farina piuttosto che la pasta confezionata.

Una considerazione da non trascurare è quella per cui oltre alla capacità di spesa dei 20 mila lavoratori dipendenti, occorrerebbe considerare anche la pesante contrazione che stanno subendo i redditi dei lavoratori autonomi e delle imprese, ma sopratutto quello di tutti coloro (dipendenti e autonomi) che hanno perso il lavoro e vivono solo grazie agli ammortizzatori sociali. Il problema si fa quindi complesso e richiede una soluzione di sistema che nel Paese si stenta a mettere in campo. Di certo la contrapposizione dell’Anis che vede nel referendum una sorta di tentativo per dare vita allo ‘zombi’ della scala mobile, non pare potrà evitare che centinaia, forse migliaia di lavoratori, sottoscrivano il quesito. Ieri la prima ‘spallata all’immobilismo’ è stata data: cento delegati della Cdls hanno dato il via a Domagnano alla campagna referendaria che già oggi continuerà presso la mensa della Ciarulla, poi venerdì ai Tavolucci e sabato alla Titancoop. Una modalità che per affermare la giustizia sociale, utilizza uno strumento della democrazia istituzionale.

Tribuna San Marino (R.E.)

 



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