Comunali: crollano Pdl e Lega
Il centrodestra fuori dai giochi in tutte le principali città ; la Lega che festeggia la vittoria di Flavio Tosi al primo turno ma che per il resto è costretta a prendere atto di un crollo mai così forte in occasione di elezioni amministrative; i grillini che realizzano un vero e proprio exploit, conquistando il loro primo sindaco, seppure di un piccolo paese, e arrivando al ballottaggio a Parma e sfiorandolo a Genova; il centrosinistra che vince ma che deve fare i conti con il successo debordante di Leoluca Orlando a Palermo, la principale delle città chiamate al voto, e di conseguenza con gli scenari che si aprono sul fronte delle future alleanze. La tornata elettorale di primavera, il primo test dopo l'insediamento del governo «tecnico» di Mario Monti, disegna uno scenario politico completamente cambiato. E pone i partiti politici di fronte a nuovi dilemmi e nuove scelte.
IL CASO PALERMO - Il Pd, che per il suo segretario Pier Luigi Bersani è uscito vincitore da questo confronto con gli elettori («Non c'è materia per dire che tutti hanno perso, basta guardare i numeri») dovrà indubbiamente ragionare su quanto avvenuto a Palermo. Leoluca Orlando, con oltre il 47,6% dei voti, ha ipotecato seriamente la conquista della poltrona che già fu sua a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta. E tra due settimane se la vedrà con il candidato «ufficiale» del centrosinistra, Fabrizio Ferrandelli, che è andato al 17,4%. Ma la sua sfida al Pd è anche e soprattutto una sfida al vertice del partito ex alleato: «La metà degli elettori del Pd ha votato per me: su questo Bersani dovrebbe riflettere».
LA RICONFERMA DI TOSI... - A Verona il sindaco uscente Flavio Tosi è stato riconfermato al primo turno. Il più pragmatico dei primi cittadini del Carroccio ha avuto la conferma della bontà della propria scelta di porsi, in alcuni momenti, in contrapposizione allo stesso Umberto Bossi. Ad esempio nella scelta di presentare una propria lista civica non espressamente leghista, che alla fine è risultata la più votata di tutte e che con tutta probabilità ha intercettato buona parte del consenso ex pidiellino, il cui candidato Luigi Castelletti è stato sopravanzato nettamente dal portacolori del centrosinistra, Michele Bertucco (che ha raccolto poco meno del 23%) ed è stato superato anche dal candidato grillino Gianni Benciolini in un tira e molla che non si è discostato molto dall'8-9%. Numeri lontanissimi da quelli a cui il fronte del centrodestra era abituato nella città scaligera.
...E LA DÉBÂCLE DELLA LEGA - Oggi Tosi è l'unica «consolazione» per la Lega, che ha perso in molti dei propri luoghi simbolo: in Brianza sono crollate alcune delle roccaforti tradizionali, a partire da Monza, terza città della Lombardia, dove il sindaco uscente Marco Mariani non arriva nemmeno al ballottaggio. E diverse sconfitte che solo fino a un paio di mesi fa sarebbero state impensabili sono arrivate da altre città e province storicamente favorevoli al Carroccio, da Varese a Como a Bergamo. La Lega è uscita sconfitta anche a Mozzo, il paese di Roberto Calderoli e a Cassano Magnago, paese di origine di Umberto Bossi. «La gente ci ha tirato le orecchie - ha commentato Matteo Salvini, numero uno del Carroccio a Milano, intervenendo nella diretta di Corriere Tv -. È un segnale. E da qui dobbiamo ripartire. Il Pdl? Ultimamente è diventato il partito del cemento, non ci interessa più». «Ripartiamo da Verona» ha detto Roberto Maroni, ormai il vero uomo-simbolo del partito. E lo stesso Tosi: «Serve una svolta, dobbiamo diventare la Lega di una volta».
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