Grecia: puniti i partiti pro-europa
I risultati non sono ancora definitivi ma il senso politico di queste elezioni greche è ormai chiaro. Gli elettori hanno punito i grandi partiti tradizionali, pro-austerità , rivolgendosi in gran numero alla sinistra radicale e all' estrema destra xenofoba e filo-nazista che entra trionfalmente in parlamento.
Secondo le proiezioni del ministero dell'Interno, dalle urne esce un Parlamento frammentato, dove ogni tipo di coalizione appare difficile. Ma non impossibile: questo rilevamento assegna infatti - a differenza dei primi exit poll - una maggioranza complessiva di 151 seggi su 300 a Nea Dimokratia e Pasok. In teoria avrebbero dunque una risicata maggioranza per governare insieme. Mentre continua nella notte il conteggio delle schede (alla mezzanotte passata era stato scrutinato poco più del 50% delle schede) la proiezione del Ministero, basato su seggi campione rappresentativi (0,5% il margine di errore), ha assegnato a Nea Dimokratia il 19,2%, a Syriza - il partito di sinistra che a sorpresa conquista il secondo posto - il 16,3 e al Pasok il 13,6. Secondo questa proiezione, il partito Greci indipendente (destra) prenderebbe il 10,5%, il Kke (comunisti) l'8,5, Alba dorata (estrema destra) il 7% e Sinistra democratica il 6%.
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