Sequestri nell'azirenda Seven Eleven di Rovereta
E' il segno della collaborazione effettiva. Si è detto molto soddisfatto, il Procuratore della Repubblica di Forlì, Fabio Di Vizio, del passaggio dalla manifestazione d'intenti alla concreta operatività comune fra le magistrature dei due Paesi. Non ha mancato di farlo notare ieri, lasciando San Marino, apprezzando il provvedimento giudiziario, che non solo ha ammesso la rogatoria ma ha consentito la presenza diretta degli inquirenti italiani sul territorio sammarinese. Insieme a lui, anche il Procuratore Capo Sergio Sottani, che da Perugia aveva condotto casi importanti come Sanitopoli e il filone umbro sulla P4.
Sottani era già entrato in contatto con San Marino indagando sulle vicende che hanno coinvolto l’ex capo della protezione civile Guido Bertolaso. Significativa la presenza, durante la perquisizione alla Seven Eleven di Rovereta, del Comandante del nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Forlì. Il segno della trasparenza enunciata nelle recenti norme sammarinesi e ora applicata in concreto.
Sull'inchiesta resta il massimo riserbo. Gli scatoloni sequestrati ieri conterrebbero documentazione importante per tracciare l'operatività della Seven Eleven e, con tutta probabilità , anche di altre società coinvolte nel presunto reato di falsa fatturazione. L'azienda si occupava di sponsorizzazioni per team di auto sportive e l'amministratore della società , il cesenate Giorgio Manuzzi, risulterebbe anche legale rappresentante della Overseas Boat Rental, operativa nel noleggio di imbarcazioni, con sede attigua alla Seven Eleven. Le fatture sequestrate sembrano riferite a gare sportive e ammonterebbero a diversi milioni di euro. Per Giorgio Manuzzi si profilerebbe anche una possibile azione penale del tribunale sammarinese, considerato che il reato di falsa fatturazione è stato introdotto dal 2010 nell'ordinamento della Repubblica.
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