Rimini: ancora maximulte in spiaggia

Sono finiti i tempi di quando il ronzio di un elicottero faceva alzare lo sguardo al cielo solo ai turisti. Ora, più attenti, sono tutti i proprietari e gestori degli stabilimenti balneari della costa riminese. I passaggi di “Titti”, così com’è stato ribattezzato l’elicottero più piccolo di cui è dotato il reparto aeronavale della guardia di finanza, infatti, da quest’anno sono preludio di grossi guai. Così è stato anche sabato scorso. A sette giorni dal blitz terrestre che ha portato al sequestro di una buona fetta del Tiki bagno “26”, due giorni fa a ricevere la visita di fiamme gialle, capitaneria di porto, carabinieri, vigili urbani personale dell’Ausl, sono stati i gestori del bar e i proprietari del Tortuga beach, bagno 67. Una improvvisata, scattata sulla base di quanto il personale a bordo di “Titti” ha fotografato, il cui conto - denunce penali per abusi edilizi e situazione del personale esclusi - è di sanzioni amministrative per oltre 15mila euro.

Abusi edilizi. In materia edilizia è risultata ampliata, senza permessi, la cucina del bar-ristorante, allargamento fatto con verande con tamponamenti. Da qui la diffida da parte dell’Ausl al suo utilizzo e l’intimazione a smontare tutto ciò che è risultato abusivo entro pochissimi giorni. Fuori legge anche il “nuovo” banco per la somministrazione delle bevande.
Igiene. Lunga la lista delle irregolarità. L’ispezione nelle cucine ha portato a trovare cibo vicino ai rifiuti, alimenti senza indicazione degli ingredienti, quattro bidoni senza coperture, frigoriferi sulla sabbia. Contestata anche la mancata esposizione all’interno e all’uscita del bar delle tabelle relative al consumo di alcolici, del divieto di fumo, delle targhette sulle spillatrici delle bevande (gradazioni alcoliche e tipologia del prodotto servito). Mancavano, infine, sapone e asciugamani nei bagni, e gli appositi armadietti spogliatoio per i dipendenti tenuti a mantenere separati gli abiti di lavoro da quelli privati.

Dipendenti. Sotto la lente d’ingrandimento la posizione lavorativa di una decina di dipendenti (su un totale di una ventina), al lavoro per il Tortuga beach. In particolare di due addetti alla sicurezza (buttafuori) impiegati, secondo le fiamme gialle, in violazione a un decreto, entrato in vigore questo mese. Il provvedimento di legge, che prevede una sanzione fino a 5mila euro, impone agli interessati l’obbligo di svolgere un apposito corso alla Regione, di essere iscritti in un registro della prefettura e di indossare una targhetta identificativa delle proprie qualifiche.

corriereromagna



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