Faenza: l'Omsa trasloca in Serbia
Alla fine la chiusura dello stabilimento Omsa è stata inevitabile, e i 350 dipendenti - quasi tutte donne - verranno licenziate. A nulla è valso l'incontro del 20 luglio tra i sindacati e i vertici di Golden Lady Company, avvenuto comunque all'insaputa della Filctem-Cgil di Faenza. Tutto comunque si è risolto con un nulla di fatto e la proprietà ha deciso di aprire un altro stabilimento in Serbia.
"Il modello "Fiat Pomigliano" sta chiaramente prendendo piede e si sta facendo strada - commenta la Federazione della sinistra (Prc-se e Pdci) di Imola -. Le continue delocazioni e il tentativo del capitale di mettere contro le classi lavoratrici dei vari e diversi paesi fa emergere ancora di più la necessità della creazione di un sindacato europeo, in grado di tutelare l'interesse di tutti i lavoratori euroepei".
L'assessore alle attività produttive di Faenza, Germano Savorani, aveva criticato aspramente il governo Berlusconi, reo di non essere stato presente agli incontri per salvare lo stabilimento Omsa. In difesa della maggioranza è intervenuta la consigliera del Pdl Raffaella Ridolfi: "Savorani si dimentica che l'incontro era stato posticipato a causa dell'impossibilità di partecipare dell'incaricato della Regione, inoltre era assente il ministro ma anche il presidente della Regione Vasco Errani - spiega -. Capisco che politicamente l'assessore avrebbe preferito una totale assenza del Governo per buttare sulle sue spalle tutte le responsabilità della chiusura dell'Omsa, ma così non è stato anche grazie all'attivazione da parte del Pdl del canale governativo che non era stato aperto dal precedente assessore".
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