Lavoratori “cornuti e mazziati”
SAN MARINO 20 LUGLIO 2010 – Mi assumi a tempo determinato? Pago io lo stipendio. La gestione della legge sugli ammortizzatori sociali sta creando paradossi: i lavoratori disoccupati o in mobilità finanziano con la loro indennità i datori di lavoro che li assumono.
La Federazione Industria della CSU punta il dito su alcuni aspetti della legge entrata in vigore a maggio: “L’esempio più emblematico è quello che quando vengono inviati ad un nuovo lavoro i lavoratori posti in mobilità (cioè licenziati), o in disoccupazione, ovvero che hanno lavorato per un periodo a tempo determinato, sono le risorse del fondo cassa integrazione e mobilità che pagano la parte più consistente dello stipendio, senza nessuna certezza di assunzione definitiva. Ma la cosa ancora più paradossale, è che i lavoratori in mobilità che sono stati licenziati, quando vanno a lavorare a termine, rimangono “cornuti e mazziati”, nel senso che tale periodo di lavoro non può essere in alcun modo recuperato per allungare la mobilità, come era già previsto dalla vecchia legge”.
Quindi l’assurdo, sottolineano le Federazioni Industria di CSdL e CDLS, “ è che alle aziende si è dato l’incentivo per le assunzioni anche a tempo determinato, mentre ai lavoratori sono state tolte quelle condizioni che controbilanciavano la precarietà. In pratica i lavoratori disoccupati o in mobilità finanziano con la loro indennità i datori di lavoro che li assumono”.
Insomma, “così non va, e il Segretario Marcucci lo sa bene perché abbiamo più volte posto queste problematiche, così come altre, in termini propositivi".
Il sindacato ha dunque chiesto al Segretario di Stato per il Lavoro di "apportare una serie di modifiche al decreto applicativo della legge sugli ammortizzatori sociali, da fare già questa settimana, dato che lo stesso decreto andrà in Consiglio per la ratifica. È necessario per evitare questi paradossi e per non creare discriminazioni di fatto. Basta un po’ di volontà”.















