CDLS: un argine a chi abbandona il Paese
SAN MARINO 19 LUGLIO 2010 -La CDLS chiede una “tassazione straordinaria” di fronte al ventilato disimpegno di gruppi di gruppi economici e finanziari: “Dobbiamo arginare l’uscita di capitale dalle nostre aziende da parte degli investitori italiani. Non è accettabile che, dopo aver beneficiato di utili corposi, al sorgere delle prime difficoltà questi soggetti abbandonino la barca riprendendosi anche cospicue plusvalenze che non fruttano un centesimo allo stato".
In questo contesto si collocano le notizie rilanciate da alcuni giorni da parte della stampa locale riguardo alla volontà – vera o presunta – degli azionisti di riferimento italiani di cedere le loro partecipazioni in due importanti banche sammarinesi. Notizie che da una parte creano in ingiustificato allarmismo in molti Clienti e risparmiatori e dall’altro contribuiscono ad aumentare l’incertezza e la preoccupazione nei dipendenti.
“E’ indispensabile – interviene Gianluigi Giardinieri, segretario confederale della CDLS - che l’Esecutivo introduca provvedimenti straordinari e di carattere temporaneo che, in primo luogo facciano da deterrente al disimpegno di importanti gruppi economici e finanziari italiani rispetto alle partecipazioni in aziende e banche sammarinesi. In seconda battuta, qualora l’uscita dal capitale delle realtà economiche sammarinesi sia ormai decisa ed inevitabile, è necessario intervenire con una tassazione straordinaria sul ricavato derivante dalla partecipazione ceduta. Particolare attenzione dovrà essere prestata nella stesura della normativa, da un lato non impedire l’arrivo di nuovi investitori e dall’altro per evitare - o comunque disincentivare - una ulteriore emorragia di liquidità dal sistema sammarinese verso l’Italia.”
“Questo provvedimento – continua Giardinieri – nella peggiore delle ipotesi , e cioè nel caso che la dismissione della partecipazione da parte di un soggetto giuridico italiano avvenga comunque, potrebbe portare un interessante introito straordinario al bilancio dello Stato, in un momento di grande attenzione per l’equilibrio finanziario e di ricerca di nuove entrate. E’ ovvio che è strategico per il nostro Paese e prioritario per le società interessate evitare di perdere il rapporto di partecipazione con importantissimi gruppi italiani ed europei. Sono infatti indubbie la visibilità internazionale, le sinergie e le potenzialità che l’appartenenza a questi gruppi porta alle nostre realtà economiche.”
“Vista la mancanza di alcun scrupolo da parte italiana nell’emanare normative , come lo scudo fiscale ed il decreto incentivi - che stanno causando grandi difficoltà per il nostro Paese – puntualizza il Segretario Generale della CDLS Marco Beccari – e considerando che la firma dell’accordo contro le doppie imposizioni con l’Italia è tuttora al di là dal concretizzarsi, non credo che il nostro Governo si debba porre troppi problemi nell’emanare dei provvedimenti come quello proposto che vanno nella direzione di proteggere il nostro sistema economico e finanziario. Del resto dobbiamo anche ricordare che in tutti questi anni le società che hanno partecipazioni in aziende e banche sammarinesi hanno goduto molto spesso di cospicui dividendi - esenti da imposizioni sammarinesi - che sono stati inseriti nei bilanci delle società italiane collegate producendo quindi un beneficio per il fisco italiano.”















