Fisco: pagano solo i lavoratori dipendenti

Il sistema fiscale sammarinese è pesantemente sbilanciato sulle spalle dei lavoratori dipendenti.  Più delle parole, sono i numeri a fare chiarezza. Alle cifre sulla monofase, pagata da 220 aziende su 7.800, si affiancano quelle sulle dichiarazioni dei redditi. Basta del resto scorrere i dati del 2009 per rendersi conto dello squilibrio fiscale: solo una esigua minoranza di lavoratori autonomi (liberi professionisti, commercianti e artigiani), al netto di chi ha da poco aperto una attività, denuncia un reddito superiore a 25 mila euro, pari cioè alla media del reddito dichiarato dai lavoratori dipendenti.
Molto eloquenti sono le dichiarazioni dei liberi professionisti. In totale sono 676 e in 162 denunciano redditi sotto la soglia della povertà (da 1 a 5 mila euro) mentre altri 90 dichiarano da 5 a 10 mila euro!

Le imprese artigiane sono complessivamente 614. La maggioranza, ovvero 225, sono quelli che dichiarano al fisco un reddito che va da 20 a 25mila euro, mentre in 51 rientrano nella fascia da 1 a 5 mila euro. Stesso copione sul fronte delle imprese commerciali. In totale i contribuenti sono 519. E  anche qui la maggioranza, 124, dichiara da 15 a 20 mila euro, ossia  meno di un operaio, un impiegato o una commessa. Senza dimenticare che 96 imprese commerciali hanno denunciato da 1 a 5 mila euro. Emblematico il dato degli agenti mediatori: su un totale di 72 contribuenti, in 28 dichiarano al fisco un reddito da 1 a 5 mila euro.

Questo sistema fiscale produce un’elusione di massa dei lavoratori autonomi, ed è evidente che gli unici a pagare le tasse in modo certo e trasparente sono i lavoratori dipendenti. La misura più urgente, tanto più in questa situazione di crisi e sofferenza del bilancio pubblico, è una equa riforma del fisco che accerti i redditi reali di queste categorie e le tassi adeguatamente, unitamente al completamento della riforma del catasto per tassare adeguatamente le grandi concentrazioni immobiliari.



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